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GUIDA PER PROFESSIONISTI · AGGIORNATA AL 12 OTTOBRE 2026

Investigazioni difensive: come impostare il supporto allo studio legale.

Obiettivi circoscritti, incarico documentato e trattamento proporzionato dei dati: i punti da chiarire prima di avviare un’attività a supporto della difesa.

Informazione generale. Questa guida non costituisce consulenza legale e non sostituisce la valutazione dell’avvocato sul caso concreto, sugli atti utilizzabili e sulle modalità processuali.

Che cosa sono le investigazioni difensive

La disciplina delle investigazioni difensive consente al difensore, dopo il conferimento dell’incarico professionale risultante da atto scritto, di ricercare e individuare elementi di prova a favore del proprio assistito secondo le forme previste dal codice di procedura penale. La legge contempla il coinvolgimento, accanto al difensore e al suo sostituto, di investigatori privati autorizzati e consulenti tecnici.

Non si tratta quindi di una ricerca indiscriminata di informazioni. L’attività deve partire da una domanda difensiva precisa: quale fatto occorre verificare, perché è pertinente e quali riscontri possono essere cercati legittimamente?

Il ruolo resta coordinato dal difensore

La strategia processuale, la qualificazione giuridica dei fatti e la decisione su quali elementi produrre spettano al difensore. L’investigatore autorizzato può svolgere gli accertamenti affidati entro il perimetro dell’incarico, documentando con chiarezza attività, luoghi, tempi e fonti.

La legge 7 dicembre 2000, n. 397 distingue inoltre le attività che possono essere svolte dai diversi ausiliari. Per esempio, l’investigatore autorizzato può conferire con persone in grado di riferire circostanze utili attraverso un colloquio non documentato; la ricezione formale di dichiarazioni e l’assunzione di informazioni documentate sono invece attribuite al difensore o al sostituto, secondo le modalità previste dalla legge.

Prima dell’incarico: quattro domande operative

  1. Quale circostanza deve essere verificata? Una formulazione concreta evita attività non pertinenti.
  2. Quali atti e informazioni sono già disponibili? Conoscere il materiale esistente riduce duplicazioni e consente di distinguere fatti, ipotesi e lacune.
  3. Quali sono i luoghi, le persone e le scadenze? La pianificazione dipende dal contesto reale e dai termini della pratica.
  4. Come deve essere restituito il lavoro? Aggiornamenti, relazione, allegati e conservazione del materiale vanno concordati prima dell’avvio.

Dati personali: pertinenza e durata dell’attività

Le regole deontologiche pubblicate dal Garante per la protezione dei dati personali riguardano anche i trattamenti svolti per investigazioni difensive o per far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria. Le informazioni devono essere trattate per finalità determinate e in modo coerente con l’incarico, evitando raccolte eccedenti rispetto al diritto da tutelare.

Per questo il mandato non dovrebbe limitarsi a formule generiche. È utile che individui l’esigenza difensiva, gli elementi essenziali disponibili, il perimetro dell’approfondimento e la durata prevista. Anche conservazione, comunicazione e consegna del materiale richiedono cautele proporzionate.

Attività da valutare con lo studio

  • ricostruzione di una cronologia e verifica di circostanze specifiche;
  • ricerca documentale e consultazione di fonti accessibili legittimamente;
  • individuazione e verifica preliminare di persone informate sui fatti;
  • accessi e rilievi nei casi e con le modalità consentite;
  • ricerche patrimoniali, societarie o reputazionali pertinenti alla pratica;
  • organizzazione dei riscontri in una relazione leggibile dal professionista.

L’elenco non equivale a un automatismo: fattibilità, autorizzazioni eventualmente necessarie e utilità processuale devono essere valutate sul caso concreto.

Supporto a Napoli e in Campania

SMI Group riceve su appuntamento nella sede di Via Lepanto 83 a Napoli. Quando una pratica interessa altri comuni o province campane, luoghi, tempi e possibili trasferte vengono definiti prima dell’attività. Il riferimento territoriale serve alla pianificazione e non sostituisce la necessaria delimitazione giuridica dell’incarico da parte dello studio.

Fonti istituzionali

Fonti consultate e contenuto aggiornato il 12 ottobre 2026.

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